Riscaldamento a infrarossi per abitazioni non collegate alla rete del gas (Regno Unito): costi, pro e contro
Per le abitazioni non allacciate alla rete del gas, le opzioni di riscaldamento sono spesso limitate a gasolio, GPL o stufe ad accumulo: sistemi che possono essere costosi, complessi o inefficienti da gestire.
Con l’aumento dei prezzi dell’energia e la ricerca di alternative più semplici da parte dei proprietari di casa, il riscaldamento a infrarossi viene preso sempre più in considerazione per le abitazioni non allacciate alla rete del gas, grazie all’assenza di caldaia, alla scarsa necessità di manutenzione e al controllo stanza per stanza.
Questo articolo spiega come funziona il riscaldamento a infrarossi nelle abitazioni non allacciate alla rete del gas, dove offre i risultati migliori e cosa valutare prima di passare a questa soluzione.
Se riscaldi casa con gasolio, GPL, combustibili solidi o stufe ad accumulo, questa guida spiega come funziona il riscaldamento a infrarossi, in quali casi è una scelta sensata e quali fattori incidono sui costi di gestione.
Il riscaldamento a infrarossi è adatto a molte abitazioni non allacciate alla rete del gas perché non richiede una caldaia né consegne di combustibile e consente di riscaldare elettricamente le singole stanze, con poca manutenzione. I costi di gestione dipendono dall’isolamento, dal corretto dimensionamento, dalla suddivisione in zone e dalla tariffa elettrica.
Perché i proprietari di abitazioni non allacciate alla rete del gas cercano alternative
Vivere in un’abitazione non allacciata alla rete del gas spesso significa dover scegliere tra sistemi costosi, scomodi o dall’incerto futuro. Le opzioni più comuni sono le caldaie a gasolio, gli impianti a GPL, i combustibili solidi e le vecchie stufe elettriche ad accumulo.
Tra i problemi più comuni:
- La variabilità dei prezzi del combustibile (e l’ansia di chiedersi «quando conviene fare il pieno?»)
- La gestione delle consegne e dei serbatoi di stoccaggio
- La manutenzione periodica e il rischio di guasti
- Comandi e suddivisione in zone difficili da aggiornare
Il riscaldamento a infrarossi è sempre più diffuso perché elimina molti di questi inconvenienti mantenendo l’installazione relativamente semplice.
Che cos’è il riscaldamento a infrarossi?
Il riscaldamento a infrarossi è una forma di riscaldamento elettrico che riscalda direttamente le persone e le superfici, anziché riscaldare prima l’aria. Funziona in modo simile alla luce del sole: il calore viene assorbito da pareti, pavimenti, mobili e persone, e queste superfici lo irradiano poi delicatamente nell’ambiente.
I sistemi di riscaldamento tradizionali tendono a riscaldare l’aria, che sale e circola. In molte abitazioni questo può creare temperature disomogenee (soffitti caldi e pavimenti più freddi), correnti d’aria e una dispersione del calore più rapida quando si aprono le porte.
Anziché cercare di riscaldare prima tutto il volume d’aria di una stanza, gli infrarossi agiscono su ciò che ci fa sentire davvero al caldo: le superfici e il nostro corpo. Questo può migliorare il comfort anche impostando il termostato su una temperatura leggermente più bassa.
Perché il riscaldamento a infrarossi è adatto alle abitazioni non allacciate alla rete del gas
1) Niente caldaia né impianto idraulico
Il riscaldamento a infrarossi non richiede una caldaia, tubazioni, radiatori o un locale tecnico. Per molte abitazioni non allacciate alla rete del gas (soprattutto quelle più vecchie o con poco spazio), questo semplifica sia l’installazione sia la gestione nel tempo.
2) Niente consegne di combustibile
Con gli infrarossi non si dipende da consegne, serbatoi o contratti di fornitura del combustibile. È un grande vantaggio nelle zone rurali, dove i tempi e i prezzi delle forniture possono essere imprevedibili.
3) Controllo indipendente per ogni stanza
Molte abitazioni non allacciate alla rete del gas surriscaldano le stanze inutilizzate perché l’impianto è progettato per riscaldare tutta la casa. Gli impianti a infrarossi consentono in genere di suddividere il riscaldamento in zone, così da riscaldare le stanze in base all’effettiva presenza e agli orari.
4) Ideale da abbinare a pannelli solari e batterie di accumulo
Le famiglie che vivono in abitazioni non allacciate alla rete del gas sono spesso più propense a installare pannelli fotovoltaici e batterie. Il riscaldamento a infrarossi si integra naturalmente con l’elettrificazione, consentendo di coprire parte dei consumi quando è disponibile energia prodotta o accumulata.
Costi di gestione: qual è il fattore che incide di più?
L’elettricità può costare di più per kWh rispetto al gas, quindi è legittimo chiedersi se il riscaldamento elettrico sia costoso. Il punto fondamentale è che i costi di gestione dipendono dal fabbisogno energetico (la quantità di calore che la casa disperde effettivamente), non solo dal prezzo per kWh.
I fattori principali sono:
- Isolamento e controllo degli spifferi: isolamento del sottotetto, finestre e porte, spifferi evidenti.
- Dimensionamento corretto: un impianto sottodimensionato fatica a riscaldare; uno sovradimensionato fa sprecare denaro.
- Suddivisione in zone e comandi: riscaldare solo le stanze utilizzate riduce gli sprechi.
- Abitudini di utilizzo: una casa abitata tutto il giorno ha esigenze diverse da una riscaldata solo la sera.
- Tariffa: il costo unitario e l’eventuale tariffa nelle fasce orarie a basso costo possono incidere molto.
In molte abitazioni non allacciate alla rete del gas, il riscaldamento a infrarossi può costare meno o quanto il gasolio e il GPL, se viene dimensionato correttamente e gestito in modo intelligente. Per evitare di andare a tentativi, la soluzione più semplice è calcolare il fabbisogno stanza per stanza.
Il riscaldamento a infrarossi funziona nelle vecchie case in pietra o con pareti piene?
Sì, e molti proprietari scelgono gli infrarossi proprio per gli edifici più vecchi. Le abitazioni non allacciate alla rete del gas sono spesso costruite in pietra o con pareti piene, e i problemi di comfort sono spesso causati da superfici fredde e riscaldamento disomogeneo.
Poiché gli infrarossi riscaldano direttamente le superfici, possono migliorare il comfort percepito e contribuire a ridurre la condensa sulle superfici fredde nelle zone problematiche. (L’isolamento resta importante: gli infrarossi non sono una soluzione miracolosa, ma possono essere un ottimo complemento a interventi di miglioramento ragionevoli.)
Pellicola riscaldante a infrarossi come impianto di riscaldamento principale
Installazione: cosa aspettarsi
Spesso si sceglie il riscaldamento a infrarossi perché evita i lavori necessari per installare tubazioni e impianti idraulici. Molti impianti possono essere installati gradualmente, il che è ideale nelle abitazioni non allacciate alla rete del gas, dove gli interventi di ammodernamento vengono eseguiti stanza per stanza.
- Niente tubazioni nei pavimenti e nelle pareti
- Nessuna messa in funzione o lavaggio della caldaia
- Minore manutenzione nel tempo (nessuna revisione annuale della caldaia)
- Comandi semplici e possibilità di suddividere il riscaldamento in zone
Facoltativo: aggiungere qui prove concrete (foto o casi di studio). Guarda un’installazione reale
Quando il riscaldamento a infrarossi potrebbe non essere adatto
Il riscaldamento a infrarossi potrebbe essere meno adatto se si verifica una delle seguenti condizioni:
- L’abitazione è scarsamente isolata e presenta molti spifferi non controllati
- I soffitti sono insolitamente alti e il progetto non ne tiene conto
- Il dimensionamento dell’impianto viene stimato anziché calcolato
La maggior parte dei problemi dipende dalla progettazione, non dalla tecnologia: ecco perché è importante pianificare il riscaldamento stanza per stanza.
Domande frequenti: riscaldamento a infrarossi per abitazioni non allacciate alla rete del gas
Il riscaldamento a infrarossi è adatto alle abitazioni non allacciate alla rete del gas?
Il riscaldamento a infrarossi è adatto a molte abitazioni non allacciate alla rete del gas perché non richiede una caldaia, consegne di combustibile o un impianto di riscaldamento idraulico. Le prestazioni dipendono dal corretto dimensionamento per ogni stanza, dalla suddivisione in zone e dal livello di isolamento.
Il riscaldamento a infrarossi costa meno del gasolio o del GPL?
Il riscaldamento a infrarossi può costare meno o quanto il gasolio e il GPL, a seconda della qualità dell’isolamento, delle tariffe elettriche, della strategia di controllo e dell’utilizzo delle stanze. Il riscaldamento per zone spesso riduce gli sprechi di energia.
Il riscaldamento a infrarossi funziona nelle vecchie case in pietra o con pareti piene?
Il riscaldamento a infrarossi può funzionare bene nelle case più vecchie e con pareti piene, soprattutto se abbinato a interventi di isolamento ragionevoli. Riscaldare le superfici può migliorare il comfort e ridurre la condensa sulle superfici fredde.
Servono pannelli solari o una batteria per il riscaldamento a infrarossi?
No. Il riscaldamento a infrarossi funziona anche senza pannelli solari o batterie, anche se abbinarlo a un impianto fotovoltaico o a batterie di accumulo può ridurre i costi complessivi di gestione nelle abitazioni non allacciate alla rete del gas.
Quali sono i principali requisiti per ottenere buone prestazioni dal riscaldamento a infrarossi?
Per ottenere buoni risultati servono un dimensionamento corretto stanza per stanza, un isolamento adeguato e il controllo degli spifferi, oltre a una suddivisione intelligente in zone, in modo da riscaldare le stanze in base all’utilizzo effettivo.
Quando il riscaldamento a infrarossi potrebbe essere una scelta poco adatta per un’abitazione non allacciata alla rete del gas?
Il riscaldamento a infrarossi potrebbe essere meno adatto se l’isolamento è molto scarso, i soffitti sono insolitamente alti e il progetto non ne tiene conto, oppure l’impianto è dimensionato in modo errato.
Se vuoi una risposta chiara in tempi rapidi, il vantaggio maggiore consiste nel dimensionare correttamente l’impianto. Un piano stanza per stanza elimina le incertezze ed evita errori costosi.